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Pantelleria

Il vento vi fa soffrire?
Lasciate stare quest'isola, dove soffia con maggiore o minore intensità, per circa 350 giorni all'anno.
A parte questo (e gli emozionanti atterraggi e decolli) visitare Pantelleria è un'esperienza che vi accompagnerà per il resto della vostra vita.
L'isola è un susseguirsi di colori, paesaggi spettacolari e profumi che si alternano o combinano senza soluzione di continuità.
L'isola si visita agevolmente a bordo di un motorino, che potrete noleggiare in diversi punti. Oltre all'insediamento principale in corrispondenza del porto turistico e dei pescatori, ci sono molte frazioni, in genere molto piccole, ma sempre in corrispondenza delle, rare, discese a mare.
Questo è forse l'unico aspetto negativo dell'isola. In pratica non esistono spiagge e la discesa in acqua è consentita solo se avete una certa praticità a tuffarvi dagli scogli e, soprattutto, se siete abbastanza abili da risalire.
In ogni caso c'è sempre un posto dove trovare mare calmo e riparati dal vento.
L'isola, manco a dirlo, è favolosa per tutti coloro che amano la buona cucina, qui, ovviamente, ricca dei sapori siciliani, dei famosi capperi , presenti in tutta l'isola, dei vini e dell'altrettanto famoso Passito di Pantelleria .
Buona Pantelleria.

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(da Wikipedia.it)
Il comune copre l'intera isola di Pantelleria. Si trova a 85 chilometri dalla Sicilia e a 70 dall'Africa. Il suo territorio è di origine vulcanica. Sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e fumi. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa. Il territorio del comune va dal livello del mare ad una altezza di 836 metri sulla Montagna Grande.
Il porto dell'isola permette il collegamento regolare con i porti di Trapani e Mazara del Vallo. Pantelleria è dotata di un aeroporto ed è collegata all'Italia continentale con voli di linea.

Aspetto e struttura dell'isola
Nota per la sua centralità nel Mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia e caposaldo fondamentale per il commercio col Levante, Pantelleria, isola di origine vulcanica si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio in cui agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo per vivere e raccogliere abbondanti ed unici raccolti agricoli; muri a secco (con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento); i Giardini panteschi (costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta laddove l'isola ne è sprovvista), i dammusi (fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica).
Pantelleria è detta anche isola del vento, in quanto i venti si fanno sentire notevolmente durante tutto l'anno, rendendo però l'isola fresca anche durante la torrida stagione estiva.

Storia
Le popolazioni originarie di Pantelleria non provenivano dalla Sicilia, ma erano di origine iberica o iberico-ligure. La prima presenza umana sembra attestata al 5000 a.C., ed è rimarcata dall'estrazione ed esportazione dell'ossidiana che si svolgeva nell'isola. Il primo insediamento degno di tale nome è il villaggio fortificato di Mursia, dell'Età del Bronzo ( circa 2000 a.C.). Dopo un considerevole lasso di tempo, durante cui l'isola rimase probabilmente disabitata, nel territorio si fanno notare diverse costruzioni di epoca punica, fra cui alcune cisterne, nonché tombe ed altri manufatti di terracotta. Il nome di Pantelleria, deriva dall'arabo " bintu al riah", ossia figlia del vento. I Romani occuparono l'isola nel 255 a.C., la persero l'anno successivo, per poi rioccuparla nel 217 a.C. Durante il periodo imperiale vi vennero esiliati importanti personaggi politici.
Nel 700 la popolazione cristiana venne sterminata dagli Arabi, e nel 1123 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I di Sicilia. Nel 1311 una flotta aragonese, al comando di Luigi di Requesens vi conseguì una notevole vittoria, e la sua famiglia ottenne il principato dell'isola fino al 1511, quando fu messa a ferro e fuoco dai turchi.
Nel 1943, durante la II Guerra Mondiale, la conquista di Pantelleria fu ritenuta di importanza strategica dalla truppe alleate che si preparavano ad invadere la Sicilia, tanto che l'isola fu pesantemente bombardata dal mare e dal cielo, per preparare lo sbarco delle truppe, nell'ambito di un'operazione anfibia chiamata Operazione Corkscrew.


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